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QUALI GARANZIE IN CASO DI ACQUISTO DI UN BENE DIFETTOSO?

Spesso accade che un bene appena acquistato presenti difetti rispetto alle caratteristiche descritte al momento dell’acquisto.

Come può tutelarsi in questi casi l’acquirente?

Quando un bene mobile di consumo (es. elettrodomestici, abbigliamento, mobili etc.) presenti un difetto di conformità (vizio del prodotto, malfunzionamento, inidoneità all’uso) rispetto al contratto di vendita, il consumatore può far valere nei confronti del venditore la garanzia legale, obbligatoria per legge, che ha validità di due anni dalla consegna del bene.

Il Codice del Consumo (D.lgs. n. 206 del 6/09/05) ha esteso le tutele in favore del consumatore, da intendersi come persona fisica che agisce per scopi estranei ad un’attività imprenditoriale, commerciale, professionale o artigianale, ampliando l’ambito di applicazione e la durata della garanzia legale e i termini di denuncia del difetto.

La garanzia legale copre i difetti originari del prodotto (e non anche i difetti sopravvenuti difetti dovuti all’uso, a mancata o cattiva manutenzione ecc.), che si manifestano nell’arco di ventiquattro mesi. Materialmente quali richieste può avanzare il consumatore?

Il compratore può a sua scelta domandare al venditore la riparazione o la sostituzione del bene, senza costi aggiuntivi (salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro), ovvero una riduzione adeguata del prezzo o la risoluzione del contratto (mediante restituzione del bene e contestuale restituzione del prezzo). 
Il venditore ha facoltà di offrire al consumatore qualsiasi possibile rimedio, salvo che lo stesso non abbia già richiesto uno specifico rimedio, che il venditore è in tal caso obbligato ad attuare. 

I difetti di conformità manifestatisi entro sei mesi dalla consegna del bene si presumono come già esistenti a tale data, liberando così l’acquirente dall’onere di provare che il vizio sia stato da lui causato. 

La garanzia non viene riconosciuta nel caso di vizi noti al consumatore al momento dell’acquisto o comunque così evidenti da non poter essere occultati.

E’ il venditore l’unico soggetto tenuto a rispondere direttamente alle richieste del consumatore, facendosi carico di ogni eventuale onere, salva la facoltà di rivalersi a sua volta sul produttore.

La garanzia del bene permane per ventiquattro mesi, ma l’acquirente è tenuto a denunciare il vizio del prodotto entro due mesi dalla scoperta. Pertanto, la garanzia dura di fatto ventisei mesi dalla consegna del bene: 24 mesi per la rilevazione del difetto + 2 mesi per la denuncia.

Ne consegue che gli scontrini fiscali o le fatture di acquisto vanno  conservati per almeno ventisei mesi. Come prova d’acquisto, è valida anche la ricevuta della carta di credito/bancomat o la confezione del prodotto.

Il compratore può rivolgersi al venditore sia a voce che per iscritto, ma è sempre preferibile l’utilizzo di una raccomandata con avviso di ricevimento per avere prova della spedizione e della ricezione della lettera.

Questa tutela è riservata esclusivamente ai consumatori persone fisiche e si applica solo ai contratti tra consumatore e venditore.

In tutti gli altri casi, e cioè nei contratti tra privati o tra società, associazioni o professionisti con partita iva, si applica la tutela prevista dal codice civile (artt. 1490 e ss.): i vizi “occulti”, ossia non immediatamente riconoscibili al momento dell’acquisto, devono essere denunciati al venditore entro otto giorni dalla scoperta e l’azione giudiziaria deve essere avviata entro un anno dalla consegna del bene.

Talvolta, alla garanzia legale può aggiungersi la garanzia commerciale (cd. “convenzionale”) offerta dal produttore,  a sua discrezione e libera nella durata e nell’oggetto (ad es. riparazione in tutto o in parte gratuita per una durata più ampia dei due anni).

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