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L’ASSEGNO UNA TANTUM IN SEDE DI SEPARAZIONE NON METTE AL RIPARO DALL’OBBLIGO DI ULTERIORI VERSAMENTI IN SEDE DI DIVORZIO

Il riconoscimento di una somma una tantum in favore del coniuge in sede di separazione non esclude il riconoscimento di ulteriori somme a titolo di assegno divorzile nel successivo procedimento di divorzio.

La Cassazione con ordinanza n. 22401/2019 ha chiarito che, se nel corso della separazione le parti si accordano per riconoscere alla moglie in difficoltà una cifra unica anche considerevole (nel caso di specie 200 milioni di lire), ciò non significa che in sede di divorzio non potrà essere disposto il versamento dell’assegno divorzile.

Il riconoscimento di un importo una tantum all’ex coniuge è “tombale” e definitivo solo nel procedimento di divorzio.

La vicenda processuale all’origine della sentenza è la seguente.

In sede di divorzio il Tribunale, considerando esaustivi gli accordi assunti dalle parti nel corso della separazione, aveva stabilito che il marito non dovesse versare alcunché alla moglie, in quanto la pensione di invalidità da lei percepita e la somma ricevuta in sede di separazione escludevano il cd. “stato di bisogno” della donna.

In appello la sentenza era stata riformata, con obbligo a carico dell’ex coniuge di corrispondere un assegno divorzile di 200 euro mensili in favore dell’ex moglie, riconosciuta economicamente non autosufficiente, oltre che inidonea al lavoro.

La Corte di Appello aveva infatti ritenuto nulli i patti con cui le parti avevano escluso la possibilità per il futuro di chiedere emolumenti, in considerazione del versamento una tantum, valido solo in sede di divorzio.

La Cassazione con ordinanza n. 22401/2019 ha confermato la sentenza di secondo grado in quanto avrebbe correttamente applicato il criterio assistenziale in favore del coniuge non autosufficiente dal punto di vista economico, precisando che il versamento una tantum esclude la corresponsione di un assegno mensile solo se effettuata in sede di divorzio.

In conclusione, i coniugi al momento del divorzio possono concordare, in luogo del versamento di un assegno di mantenimento mensile, un importo unico da corrispondere in un’unica soluzione, a definitiva tacitazione di ogni pretesa da parte dell’ex coniuge più debole, senza possibilità di ripensamenti.

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