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Affidamento condiviso dei figli

“Anche nel caso di un genitore residente all’estero, l’affidamento condiviso dei figli a entrambi i genitori è la regola da seguire, a meno che non sussistano circostanze talmente gravi che possano mettere in pericolo il benessere e lo sviluppo psicofisico del minore”.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 6535 depositata il 06.03.2019.

Ricostruiamo la vicenda giudiziaria.

In primo grado il Tribunale di Roma aveva disposto l’affido esclusivo del minore in favore della madre, in ragione della residenza all’estero (Bruxelles) del padre e della conflittualità dei genitori, escludendo che ricorresse una inidoneità genitoriale in capo al padre.

La Corte di Appello di Roma ha ribaltato tale pronuncia motivando in merito all’idoneità genitoriale di quest’ultimo e rilevando che, pur in presenza di un’elevata conflittualità tra i genitori, la stessa non assumeva una connotazione ostativa all’affido condiviso.

La Cassazione ha confermato l’orientamento della Corte di Appello precisando che alla regola dell’affidamento condiviso può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”, con la duplice conseguenza che l’eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una duplice motivazione: in positivo sulla idoneità del genitore affidatario ed in negativo sulla inidoneità educativa o manifesta carenza dell’altro genitore.

L’affidamento condiviso non può ritenersi precluso dalla distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori, potendo essa incidere soltanto sulla disciplina dei tempi e delle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore. Né tantomeno può essere derogato in presenza di una mera conflittualità tra i genitori che si mantenga nei limiti del tollerabile disagio per la prole, senza costituire un serio pericolo l’equilibrio psicofisico dei figli.

Si evidenzia che l’art. 316 c.c. ha sancito il generale principio di bigenitorialità, secondo cui “Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. I genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore..” 

Anche a seguito di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi, di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Non possono quindi trovare accoglimento le domande di affido esclusivo ove non vi siano elementi sufficienti per ritenere un genitore più capace a tutelare l’interesse dei figli rispetto all’altro ed essendo certo, invece, che l’atteggiamento di ostilità reciproca non consente di assicurare che il genitore affidatario sarebbe in grado di tutelare l’altra figura genitoriale e il rapporto dei figli con il genitore non affidatario.

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