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Risarcimento in caso di caduta dalle scale condominiali

Non è raro che all’interno di un condominio si verifichino infortuni ai danni di condòmini o soggetti terzi che percorrono spazi comuni (scale, androne, cortile etc.), resi pericolosi dalla presenza di acqua, olio, fogliame o altro materiale.

In tal caso, il danneggiato è legittimato a proporre una richiesta di risarcimento del danno al Condominio (generalmente coperto da una polizza assicurativa fabbricati), il quale ai sensi dell’art. 2051 c.c. “è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. 

Tale norma individua un’ipotesi di responsabilità oggettiva a carico del condominio che, per il semplice di avere in custodia un bene, è tenuto a rispondere dei danni dallo stesso cagionati, salvo che provi la sussistenza del cd. “caso fortuito”.

Ma vediamo cosa si intende per  “caso fortuito”. Il condominio può provare che il danno sia stato causato da un fattore esterno, imprevisto ed imprevedibile, idoneo da escludere la sua responsabilità. Tale elemento può consistere nel fatto di un terzo (ad es.: materiale scivoloso abbandonato sul posto da terzi), nella cd. “forza maggiore” (ad es.: un evento atmosferico di eccezionale gravità), o nel comportamento dello stesso danneggiato.

Per semplificare, perché sussista una responsabilità sono necessari due requisiti: un’alterazione del bene condominiale tale da costituire un’insidia per il passante e l’imprevedibilità (e conseguente inevitabilità) del pericolo (Corte Cass. n.11592/10). In altre parole, laddove l’evento dannoso sia prevedibile (es: caso di un condòmino a conoscenza del fatto che il cortile condominiale, in un determinato tratto, sia interessato da un’infiltrazione d’acqua e, nonostante ciò, decida di percorrerlo), viene meno il diritto al risarcimento del danno, a fronte di una condotta poco prudente posta in atto dal danneggiato.

Anche di recente la Suprema Corte di Cassazione, chiamata a giudicare un caso di caduta da una scalinata ove era presente un gradino lesionato, ha escluso la responsabilità del condominio sul presupposto della “agevole evitabilità, in ora diurna, dell’ostacolo in quanto “situazione perfettamente visibile”, con la conseguenza che, sia pur riconosciuta la presenza di un gradino lesionato, la verificazione del sinistro era da ascrivere alla disattenzione del danneggiato, quale comportamento riconducibile al caso fortuito” (Corte Cass. n.2662/13).   In conclusione, anche in presenza di una situazione di pericolo appurata, che farebbe presupporre una responsabilità in capo al condominio, è necessario verificare la condotta posta in essere dal soggetto danneggiato che ben potrebbe escludere – o quantomeno limitare – la responsabilità del condominio stesso!     

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